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Turrita: perché Bologna viene chiamata così? Da dove arriva questo epiteto? Bologna, infatti, è famosa per essere dotta, grassa e rossa… ma turrita l’avete mai sentito?

Origini

Come forse avrete intuito, turrita deriva dal latino turritus, e significa cinto e munito di torri. Infatti, Bologna possedeva più di 150 torri tra il XII e il XIII secolo. Oggi, ne sono sopravvissute poco più di una ventina, tra cui le più famose, ovviamente, sono la Torre degli Asinelli e quella della Garisenda.

Il motivo per cui vennero costruite così tante torri non è conosciuto con certezza, ma si suppone che le famiglie più ricche le utilizzassero per difendersi o come simbolo di potere, in particolare durante il periodo di lotta per le investiture filo-imperiali e filo-papali.

Esistevano, poi, le case-torri: più basse rispetto a quelle difensive, con più aperture, mura meno spesse e di pianta rettangolare.

Altra tipologia è quella dei torresotti o serragli: vere e proprie fortificazioni composte da torri, che danno il nome alle 18 porte turrite poste sulla seconda cerchia murario di Bologna, conosciuta come “Cerchia del Mille” o “Cerchia dei torresotti”, costruita intorno all’anno 1000. Oggi, ne rimangono solo quattro.

Le due torri

Le due torri sono il simbolo della città e della Bologna turrita. Queste sono di due altezze diverse, entrambe inclinate e si trovano nel punto di ingresso della vecchia Via Emilia, all’incrocio tra le vie che portavano alle 5 porte della “Cerchia del Mille” o “Cerchia dei torresotti”.

I loro nomi, Torre degli Asinelli la più grande e Torre della Garisenda la più piccola e pendente, derivano dalle famiglie che presumibilmente si sono occupate della costruzione, all’inizio del 1100.

La Torre della Garisenda viene citata più volte da Dante, che aveva soggiornato a Bologna, all’interno della sua Divina Commedia.

Curiosità

Esiste un plastico della “Bologna turrita” del 1917, realizzato da A. Finelli. L’opera mostra la città medievale e le torri che componevano la cerchia muraria del Mille. Il plastico è conservato presso i Musei Civici d’Arte Antica: Collezioni Comunali d’Arte.

Leggenda vuole che gli studenti non debbano scalare la Torre degli Asinelli prima di essersi laureati, pena il non raggiungimento del titolo.